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Il fenomeno del mismatch, ossia il non riuscire a reperire i candidati adeguati per le posizioni aperte, è ormai diffuso per tutte le economie avanzate. In Italia però, dopo la pandemia, ha registrato un balzo imprevisto: lo scorso anno, infatti, nonostante i disoccupati che raggiungevano quota due milioni, i posti impossibili da coprire arrivavano allo stesso numero. Un quarto degli italiani tra i 15 e i 29 anni rientrano tra i Neet, giovani che non studiano, non si formano e non lavorano. Il mismatch così si sta configurando, da transitorio fenomeno legato ai cicli economici, a condizione strutturale e multifattoriale secondo molti esperti. Un’emergenza occupazionale che si fa ancora più critica, specialmente in vista dei fondi in arrivo dal Pnrr, con 235,6 miliardi, pari al 13% del Pil, tra Recovery, ReactEu e fondo complementare.