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La dichiarazione IVA 2026, relativa al 2025, può essere presentata entro il 29 luglio, ossia entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, conservando piena validità. Il ritardo comporta una sanzione fissa di 250 euro, riducibile mediante ravvedimento operoso a 25 euro. La regolarizzazione della dichiarazione, tuttavia, non assorbe le eventuali violazioni riguardanti il versamento del saldo IVA. Se dal modello tardivo emerge un’imposta superiore a quella versata, il contribuente deve corrispondere anche la differenza dovuta, gli interessi legali maturati e la sanzione per omesso o insufficiente versamento, a sua volta riducibile tramite ravvedimento. Superato il termine del 29 luglio, la dichiarazione è considerata omessa, anche se successivamente trasmessa. In questo caso trovano applicazione le sanzioni previste dall’articolo 5 del D.Lgs. 471/1997 e non è possibile ricorrere al ravvedimento per sanare l’omissione dichiarativa, come espressamente stabilito dal D.Lgs. 87/2024.