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L’articolo analizza le modalità operative con cui i professionisti possono adempiere all’obbligo di controllo costante previsto dalla normativa antiriciclaggio. La Regola Tecnica n. 3 del CNDCEC individua cinque strumenti principali: impegno scritto del cliente a comunicare variazioni rilevanti, richieste periodiche di aggiornamento dei dati, sistemi automatici di monitoraggio, incontri diretti con il cliente e formazione del personale. L’intensità del controllo deve essere proporzionata al livello di rischio attribuito al cliente. Per i soggetti a rischio basso è generalmente sufficiente un monitoraggio triennale, mentre per quelli a rischio medio o alto sono richiesti controlli più frequenti. Centrale è la documentazione delle attività svolte mediante registrazioni, log informatici e annotazioni nel fascicolo cliente. L’obiettivo è dimostrare, anche in sede ispettiva, che il monitoraggio non rappresenta un’attività occasionale ma un processo strutturato, continuo e coerente con il profilo di rischio individuato.