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Nella prossima Legge di Bilancio il governo inserirà una misura per permettere a dipendenti pubblici e privati di lasciare il lavoro in anticipo, superando la legge Fornero che porterebbe a un ritorno del pensionamento a 67 anni. L’ipotesi più probabile sul tavolo prevede il pensionamento all’età di 61 anni di età e 41 anni di contributi, una nuova Quota 102, che sostituirà quella in scadenza a fine anno e che permette il pensionamento a 64 anni di età e 38 di contributi, ma che sarebbe limitata, almeno per il momento e per questioni di finanziamenti, al solo 2023. La misura permetterebbe così il pensionamento di 83 mila persona in più rispetto a quelle previste dall’ordinaria legge Fornero. Gli oneri pensionistici per la misura arriverebbero a 1,13 miliardi, che potrebbe salire rapidamente a più di 4 miliardi nel 2025 e che sarà con probabilità finanziata dai risparmi che arriveranno dalla stretta sul Reddito di cittadinanza prevista. Proprio su lavoro, cuneo e previdenza si incontreranno poi oggi i sindacati e la premier Meloni.