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Il rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale europea ha rallentato le domande di credito, così come ha portato a un calo delle esportazioni e degli acquisti, mentre anche il prezzo della benzina, dopo un periodo di flessione, è tornato ad aumentare. Christine Lagarde ha poi annunciato che la stretta monetaria proseguirà fin quando il tasso d’inflazione non tornerà al 2%. A rischio, però, anche il mercato domestico, come evidenzia il dato Istat del valore delle vendite al dettaglio cresciuto del 4,7%m per un volume però ridotto del 3,7%, con un calo che sfiora i 5 punti percentuali per gli alimentari. L’inflazione, cioè, gonfia il costo del carrello della spesa benché al suo interno vi siano meno prodotti. Nel frattempo, a crollare è però anche il potere d’acquisto dei lavoratori italiani, crollato del 7,3% in un anno. Oggi il ministero delle Imprese e del Made in Italy tornerà così a incontrare i gruppi della grande distribuzione e dell’industria alimentare per raggiungere un accordo sul protocollo “Trimestre antinflazione”, con l’obiettivo di abbassare il costo di una serie di prodotti a uso quotidiano, attraverso iniziative promozionali. Timori, poi, anche per l’andamento del Prodotto interno lordo tra aprile e giugno, con una crescita attesa molto debole.