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Nei prossimi mesi, dalla Banca centrale europea, ci si aspetta una forte crescita dei salari. L’impennata dell’inflazione ha infatti eroso i redditi dei lavoratori, soprattutto nell’ultimo anno, e un adattamento delle imprese dei compensi rifletterebbe mercati del lavoro robusti che finora non sono stati influenzati dal rallentamento dell’economia, dagli aumenti dei salari minimi nazionali e da un recupero tra salari e alti tassi di inflazione. Secondo la Bce, la crescita riguarderà in particolar modo il settore dei servizi e i comparti che, nella zona euro, presentano salari reali dei consumatori sostanzialmente inferiori rispetto al periodo precedente alla pandemia. Una rideterminazione dei salari che potrebbe portare la banca centrale a non allentare la stretta sui tassi. Questa prospettiva di salari più alti nei prossimi trimestri aumenta le aspettative per un rialzo dei tassi di altri 50 punti base alla prossima riunione di febbraio: l’intenzione, come sottolineato dal governatore francese Villeroy de Galhau, è completare il ciclo rialzista entro l’estate, quando i tassi toccheranno il loro picco, da mantenere costanti fino a riportare l’inflazione al 2%.