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La legge di conversione del decreto Milleproroghe, appena approvata in Parlamento e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, riguarda anche alcune importanti novità in materia di smart working. Il diritto alla modalità da remoto, infatti, introdotto durante la pandemia e poi più volte articolato e variato, è stato prorogato dal 31 marzo al 30 giugno prossimo. A godere del diritto sono i lavoratori pubblici e privati affetti da una serie di gravi patologie croniche, elencate in un decreto ministeriale. Per questi lavoratori lo smart working non incontra il limite della compatibilità con le mansioni: se questa infatti non è compatibile con una prestazione da remoto, è prevista l’adibizione a una diversa mansione senza alcuna decurtazione retributiva. Rinnovata anche la norma, scaduta lo scorso dicembre, che attribuiva il diritto allo smart working ai lavoratori dipendenti nel settore privato genitori di figli under 14, a condizione che non vi sia nel nucleo famigliare un altro genitore che non lavora o gode di strumenti di sostegno al reddito.