29 marzo 2023
29 marzo 2023

Ore 10:45 – Nuovo decreto flussi, ipotesi per altri 160mila ingressi

Con il decreto flussi erano stati previsti 82.705 ingressi di lavoratori extra Ue in Italia, ma le domande presentate al click day sono arrivate a quota 240mila. L’ampia platea di quanti rimasti fuori, invece di ripetere la domanda, potrebbe però avere una corsia preferenziale tra i nuovi ingressi previsti dal prossimo decreto in materia, in fase di elaborazione. A sollecitare una riduzione degli adempimenti a carico dei datori di lavoro e ad un'apertura a un numero di ingressi congrui con la domanda sono state, infatti, le stesse parti sociali che si sono confrontata ieri all’incontro al Ministero del Lavoro. Piantedosi dagli interni ha invece fatto sapere che sarà premura del governo verificare queste istanze e ampliare la domanda rispetto alla concreta possibilità del mondo del lavoro di assorbirli. Tra le ipotesi avanzate, anche l’approvazione di un emendamento al decreto Immigrazione, attualmente in discussione al Senato, con il quale riaprire la regolarizzazione per le persone che sono già in Italia e sarebbero pronte a lavorare. Intanto, le associazioni di settore richiamano l’attenzione sui fabbisogni occupazionali: per Coldiretti, nell’agricoltura c’è carenza di almeno 100mila lavoratori all’anno, Ance, per il triennio 2023-2025, ne prevede almeno 12mila per le costruzioni. Nel settore della ristorazione ne mancherebbero poi 140mila, 40mila per Federalberghi e 23mila tra colf e badanti. Secondo un recente report, nell’artigianato ne mancherebbero invece fino a 260mila e 20mila circa nell’autotrasporto. Il governo starebbe così pensando, per il triennio, di aprire a 500mila lavoratori, circa 166mila l’anno.

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