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A partire dalle indagini su una compagnia di Nettuno, poi risultata essere una “cartiera”, priva di struttura operativa e di personale dipendente, i finanzieri del comando provinciale di Roma, in esecuzione di un sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della procura, ha sequestrato beni mobili e immobili, oltre a disponibilità finanziarie per quasi 700mila euro. La frode fiscale, che ha coinvolto altre società italiane con sedi in diverse zone e che avrebbero conseguito un consistente risparmio dell’Iva, grazie all’interposizione della società nettunese negli acquisti di merci da soggetti economici operanti in Lettonia, Lituania e Regno Unito, ha coinvolto anche un imprenditore, oggi indagato per ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, che avrebbe evaso le imposte per quasi 2,5 milioni di euro. Durante la perquisizione è stato inoltre rinvenuto contante per circa 17mila euro e 60 orologi di lusso.