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Stando ai numeri forniti dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini, ci sarebbe la possibilità, con un intervento anche graduale di banche e assicurazioni, di risolvere il problema dei crediti incagliati rimasti in pancia alle imprese edili per 19 miliardi. In disaccordo con Abi, infatti, l’Amministrazione finanziaria ritiene che le banche non abbiano finito gli spazi fiscali per compensare debiti e crediti: l’ipotesi sarebbe quella di assorbire i crediti legati a Superbonus e altri bonus edilizi per 17,4 miliardi nel 2023. Successivamente, altri 17,1 all’anno dal 2024 al 2026 e 26,2 miliardi dal 2027 al 2031. Sottraendo infatti le somme annuali dei crediti già acquistati, 51 miliardi per le banche e 4,5 delle compagnie assicurative che saranno incassati in dieci anni, che ogni anno vengono scontati dai debiti verso l’Erario, si arriva a uno spazio residuo di 17 miliardi, 7 per le banche e 10 per le assicurazioni.