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L’intenzione di Ita è quello di far decollare il primo vettore nella prima metà del mese di ottobre e lo farà assumendo 2.800 persone seguendo regole aziendali. Ciò è quanto è stato deciso in seguito all’assenza di Cgil, Cisl, Uil e Ugl all’incontro per la negoziazione sui contratti di lavoro.
I sindacati, infatti, sembrano considerare inaccettabile la proposta economica della compagnia sugli stipendi dei nuovi assunti che li ridurrebbe del 40- 50 per cento. La lotta tra le due parti non è una novità ma il presidente esecutivo della compagnia ritiene necessario adeguarsi ai cambiamenti, esprimendo il proprio disappunto per non esserci stata possibilità di raggiungere un compromesso che potesse essere soddisfacente per entrambi.
Sono giornate intense per la compagnia che prima del decollo attende, inoltre, la decisione finale della Commissione Ue, la quale, purtroppo, potrebbe esser accompagnata dalla segnalazione di violazione del Governo delle regole Ue sugli aiuti di stato. Pare infatti che l’esecutivo abbia concesso 900 milioni di euro in prestito per il salvataggio di Alitalia nel 2017.