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La prassi ispettiva di Enasarco sta ampliando l’area di rischio per imprese e collaboratori, con una crescente tendenza a riqualificare contratti di servizio e rapporti di procacciamento come rapporti di agenzia di fatto. Nel mirino finiscono attività di front office, customer care, sportelli informativi, supporto commerciale e gestione clienti, anche quando la funzione prevalente è informativa, amministrativa o esecutiva. L’ente valorizza indici come continuità dei compensi, ripetitività delle prestazioni, contatti con il pubblico, presidio territoriale, provvigioni, non concorrenza e premi di risultato, spesso basandosi solo su contratti, fatture e documentazione contabile. Ne derivano possibili iscrizioni d’ufficio, recuperi contributivi fino a cinque anni, sanzioni, interessi e obblighi FIRR. La distinzione tra appalto di servizi, procacciamento e agenzia diventa quindi decisiva. Per difendersi, le imprese devono predisporre contratti coerenti con l’attività reale e supportarli con evidenze operative concrete e documentate nel tempo.