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Per la prima volta, la somma di evasione fiscale e contributiva è scesa sotto i 100 miliardi di euro, con 86,5 miliardi di mancate entrate tributarie e 12,7 di entrate contributive. Nel 2019, infatti, oltre al raggiungimento della “quota 100” è continuata la diminuzione del tax gap, scesa di altri 3,7 miliardi rispetto al 2018. In discesa, nel dettaglio, le quote relative a Iva, Irap, redditi derivanti da locazioni e Imu. È aumentata però quella dell’Irpef di lavoratori autonomi e imprese, che ha toccato il 68,3%, in aumento dello 0,7% rispetto al 2018, e quella Ires, che in crescita dell’1,3% è arrivata al 23,1%. I dati sono emersi nell’ultima relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva 2022, allegata alla Nadef, che mostra le stime del 2019, anche se non ancora definitive, oltre alle previsioni per il 2020. Nel report viene anche rilevato che risulta una concentrazione di ricavi/compensi a ridosso della soglia dei 65mila, lasciando ipotizzare che tale dato sia indice del fatto che i contribuenti, per non superare il citato limite e mantenere i benefici del forfettario, tenderebbero a ridurre la produzione, se non a sottodichiarare ricavi e compensi.