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Tra i grandi Paesi, siamo quelli con un’aspettativa media di vita tra i più alti a livello globale. Nel 2023 arriva infatti a 84,2 anni, 86,1 per le donne e 82,1 per gli uomini. Stando ai dati Ocse poi, gli italiani trascorrono mediamente 24 anni in pensione, tra i 16 e i 18 in buona salute. Questo fa di noi il Paese europeo più anziano, con un’età media di 48 anni, contro i 44,4 dell’Ue. Gli over 65 hanno infatti superato i 14 milioni, costituendo il 24% dell’intera popolazione, e secondo le stime Istat arriveranno al 34,9% con 20 milioni complessivi. Un dato positivo, certamente, che rappresenta però anche una sfida, soprattutto per il mercato del lavoro e il tema della natalità, proprio in queste settimane al centro della cronaca. Tra le strategie più innovative adottate per conservare l’attuale tenore di vita e al contempo evitare aumenti della spesa sociale, molti Paesi hanno adottato misure che disincentivano l’uscita anticipata dal mercato del lavoro e la promozione dell’occupazione degli over 65. Secondo diversi studi, infatti, gli over 65 che lavorano hanno tre volte più probabilità di stare meglio fisicamente rispetto a chi è inattivo. I dati, raccolti da una ricerca svolta su un campione di 83mila persone e pubblicata dalla rivista “CDC Preventing Chronic Disease”, evidenziano anche come questi abbiano il 50% di probabilità in meno di contrarre patologie serie, come cancro o malattie cardiache. Escludendo i lavori usuranti, dunque, ritardare il pensionamento rallenterebbe il declino cognitivo e consente di sfuggire all’isolamento sociale.