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In sostituzione al Reddito di cittadinanza dal prossimo gennaio ci saranno l e due nuove garanzie previste dalla riforma del sussidio. La prima, la Garanzia per l’inclusione destinata ai poveri non occupabili e destinata a famiglie con minori, disabili, invalidi e over 60 (Gil), mentre la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal) è pensata per una durata di massimo 12 mesi e a importo ridotto, 350 euro al singolo e 525 alla coppia, destinata a poveri occupabili, ossia senza figli minori o disabili, invalidi od over 60 nel nucleo. In entrambi i casi, tuttavia, la presenza di un figlio a carico maggiorenne non conta per accedere alla misura, né influisce sull’importo dell’assegno. Una stretta che agisce tramite la scala di equivalenza, ovvero i moltiplicatori aritmetici che danno un peso a ciascun componente della famiglia, che con questa revisione permettono al Governo Meloni di tagliare almeno 1 miliardi sugli 8 di costo del vecchio Reddito. Ulteriori tagli poi saranno possibili grazi all’abbassamento della soglia Isee che consente l’accesso al sussidio, che passa da 9360 a 7200 euro. Questo si traduce in richieste accettate drasticamente ridotte o importi dimezzati quando i figli siano maggiorenni. Nonostante un potenziamento degli incentivi alle imprese che assumono under 30, minori, disabili, invalidi e over 60, previsto con il nuovo decreto Lavoro, va considerato che, stando agli ultimi dati Anpal di marzo, appena lo 0,8% dei giovani beneficiari del Reddito è vicino al mercato del Lavoro.