Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Se già lo scorso giugno le stime prevedevano un costo aggiuntivo per le pensioni pari a 20,6 miliardi, l’impennata dell’inflazione e una maggiore indicizzazione porteranno a un incremento più elevato del previsto, pari a 5,4 miliardi in più per il 2022, 21,3 miliardi nel 2023, 18,5 nel 2024 e 7,4 nel 2025, come ha spiegato il ministro Giorgetti nell’audizione sulla Nadef di ieri in Parlamento, annunciando anche la firma del decreto per adeguare le pensioni al costo della vita, con un aumento della spesa del 7,3%. Una spesa, cioè, che da qui al 2025 peserà sullo Stato per circa 50 miliardi. A pesare sugli interventi per le pensioni, tuttavia, lo sforzo economico richiesto anche per le maggiori spese per il Superbonus e gli altri crediti edilizi, con un costo già di almeno 37,8 miliardi sopra le previsioni. Per l’ipotesi di introdurre per un anno quota 41 sulle pensioni rimane la necessità di reperire risorse aggiuntive ai 21 miliardi di deficit, già tutti impegnati per gli interventi contro il caro bollette.