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In programma per oggi il primo Consiglio dei Ministri post ferie. Sempre più distanti le prese di posizione di Matteo Salvini e Antonio Tajani. Prima della pausa estiva, la tassa sugli extraprofitti delle banche aveva dato vita ad una discussione animata in Cdm, nelle settimane successive, Meloni e Lega confermano la propria posizione nonostante il disaccordo di Forza Italia. Il vicepremier e segretario azzurro, Antonio Tajani, evidenzia come tale norma potesse essere scritta meglio per cui sarà proposta la modifica. Tuttavia, chiarisce che nonostante i pareri discordanti non viene messo in discussione l’operato del governo. La riunione di maggioranza fissata per il 6 settembre sarà, per il leader di Forza Italia, un’occasione fondamentale per discutere di tale tema e della manovra. Sono almeno tre i temi che creano distanza tra i due vicepremier, a partire dalla privatizzazione dei porti. Da una parte Tajani chiarisce che quando parlava di affidarsi ai privati, si riferiva ad alcuni servizi, secondo il premier continua ad essere questa la strada da seguire. Dall’altra parte il premier della Lega invita a stare attenti ai cinesi che vedono l’Italia come terra di conquista. Altro tema caldo, le alleanze in Europa. Da un lato il premier di Forza Italia si dice fermamente contrario ai legami con Le Pen e AfD, in quanto protagonisti di affermazioni dal “sapore nazista”, dall’altro Salvini sottolinea come il centrodestra debba essere unito anche in Europa. Sulla questione del generale Vannacci, se Tajani parla di scarsa prudenza, Salvini attende di leggere il libro. Tajani fissa le priorità del proprio partito sulle Legge di Bilancio. L’intenzione è quella di rendere pensioni e stipendi più proficui, stabilizzare il cuneo fiscale e detassare tredicesime e premi di produzione, e, infine, alzare le pensioni minime. Al vaglio anche il decreto del Presidente del Consiglio per l’operatività del memorandum d’intesa tra il ministero dell’Economia e il fondo americano Kkr in modo da presentare un’offerta vincolante al CdA di Tim e rilevare fino al 20% della Necto, società della rete fissa.