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Sono aumentate del 31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso le dimissioni nei primi sei mesi dell’anno. I rapporti di lavoro cessati sono infatti oltre, 1,1 milioni, contro le quasi 840 mila del 2021 e a segnare il numero maggiore di dimissioni è il settore dei servizi. I dati, forniti dal Sole 24 Ore al Ministero del Lavoro, evidenziano che la tendenza è accentuata nelle donne, con il 36,5% contro il 27,8% per gli uomini, e più intensa al nord o centro Italia. Le cause della “great resignation”, cioè delle dimissioni di massa, possono essere svariate. Secondo alcuni sottenderebbe quelle mancate negli anni precedenti, quando il mercato del lavoro era fermo a causa della pandemia. Una seconda spiegazione potrebbe essere leggere nelle dimissioni un indice di vivacità del mercato del lavoro, tipico di fasi di espansione.