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La circolare Assonime n. 16/2026 analizza le modifiche introdotte dal D.L. 38/2026 alla disciplina IVA delle operazioni permutative e delle dazioni in pagamento. La novità principale riguarda la determinazione della base imponibile, che non viene più calcolata sulla base del valore normale di mercato ma sul valore monetario attribuito dalle parti nel contratto. Tale valore, tuttavia, non può essere inferiore ai costi riferibili alle cessioni o prestazioni effettuate. Il costo assume quindi una funzione di soglia minima e non di criterio ordinario di determinazione dell’imponibile. Assonime evidenzia che l’onere di dimostrare l’eventuale incongruità del valore contrattuale dovrebbe gravare sull’Amministrazione finanziaria. Restano inoltre aperti alcuni aspetti interpretativi, in particolare sull’individuazione dei costi rilevanti ai fini del controllo. Centrale diventa la documentazione contrattuale, che deve dimostrare sia il valore attribuito allo scambio sia il rispetto della soglia minima prevista dalla normativa.