17 aprile 2026
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17 aprile 2026

Ore 12:02 - La Cassazione limita le misure interdittive: niente sospensione al commercialista se la professione non è strumento del reato

Con la sentenza n. 13895 del 16 aprile 2026, la Cassazione ha chiarito che la sospensione cautelare dall’esercizio della professione di commercialista non può essere applicata se l’attività professionale non è stata usata come strumento diretto o concreto per commettere il reato di corruzione, ma rappresenta soltanto il vantaggio perseguito. Nel caso esaminato, l’indagato avrebbe sostenuto un candidato sindaco ottenendo in cambio promesse di incarichi e agevolazioni. Il Tribunale di Milano aveva ritenuto legittima la misura interdittiva, collegandola al rischio di reiterazione e al possibile tornaconto economico derivante dalla professione. La Suprema Corte ha invece escluso che un legame solo finalistico tra professione e illecito basti a giustificare la sospensione. Per applicare una misura interdittiva serve infatti un nesso funzionale concreto tra attività professionale e reato. In assenza di questo collegamento, vengono meno adeguatezza, proporzionalità e finalità preventiva della misura cautelare prevista dal codice di rito.

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