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Approvato l’emendamento al disegno di legge sull’equo compenso dei professionisti diretto a correggere il riferimento all’articolo del Codice di procedura civile che fino al 28 febbraio disciplinava il rito semplificato, ma sostituito dopo l’entrata in vigore della riforma Cartabia. Sciolto, dunque, il nodo dell’errore normativo, come riferito dalla relatrice leghista Erika Stefani, è stato tentato il voto in sede deliberante, senza cioè il passaggio in Aula, per velocizzare l’iter del provvedimento, che non ha però avuto successo. Si è opposto, infatti, il Pd, ma servendo l’unanimità sarà necessario, dunque, un nuovo passaggio in Aula.