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Dopo l’arrivo del primo accredito comunitario della seconda rata, con gli 11 miliardi di prestiti e i 10 di sovvenzioni, si procede alla realizzazione degli obiettivi previsti dal Pnrr. Peseranno però sugli appalti 2023 gli extracosti dell’inflazione, come hanno sollevato in particolare gli amministratori locali che vedranno la maggior parte delle aggiudicazioni il prossimo anno. Al momento però i saldi della manovra non lasciano spazio a una replica per il prossimo anno del fondo attivato per compensare i rincari. Tra le proposte, quella di ricercare delle risorse aggiuntive all’interno del Pnrr stesso, con un ripensamento dei progetti che non si rivelino indispensabili.