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Il lavoro autonomo coinvolge sempre più donne, con punte che raggiungono l’84% nella categoria degli psicologi, ma che si abbassano al 2% tra i periti industriali. I loro guadagni, però, restano mediamente subalterni. Se, infatti, fra i 50 ed i 60 anni gli uomini vantano redditi da quasi 54.800 euro, le donne superano di poco i 32.000. I dati, emersi da una ricerca dell'Adepp, mostrano una forbice poco pronunciata fra gli associati di genere maschile e femminile, nella Cdc (dottori commercialisti) e nella Cnpr (ragionieri) le iscritte sono pari rispettivamente al 33% e al 31%, quota che scende al 29% per Inarcassa (architetti e ingegneri). Netta è, invece, la maggioranza delle biologhe (che versano i contributi all'Enpab) e delle infermiere (nel bacino dell'Enpapi) e pure all'Enpav (veterinari) prevalgono, seppur con il 52%, le professioniste. Il reddito delle donne dai 30 anni in giù sarebbe poi circa il 20% in meno, al confronto con quello degli uomini.