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Tra il 2019 e il primo semestre del 2022 sono stati intercettati dall’agenzia delle Dogane 26,5 milioni di prodotti e prezzi contraffatti, 9,5 milioni dei quali con marchi falsificati delle più importanti aziende italiane. Si stima, però, che le merci che sono riuscite a superare i controlli, anche sfruttando le verifiche più blande negli altri Stati Ue, siano almeno il quadruplo. Quella al Made in Italy è un’aggressione che frutta alle organizzazioni criminali internazionali oltre 100 miliardi di euro all’anno, secondo l’Ocse. Sotto sigillo oltre 3 milioni di giocattoli e articoli sportivi, ma anche capi d’abbigliamento, calzature, cellulari, automobili e accessori, piuttosto che apparecchi informatici, per danni alle imprese incalcolabili, che si riversano anche su lavoratori e consumatori, soprattutto in termini di garanzia di qualità e sicurezza dei materiali. Il principale esportatore di merci contraffatte risulta essere la Bulgaria, da dove provenivano il 66% dei prodotti sequestrati nel 2021. Il principale esportatore di falsi Made in Italy è invece la Cina, con il 96% dei sequestri nel 2021. Una lotta, quella ai falsi prodotti italiani, che diventa così prioritaria per il comparto economico del Paese, in cima all’agenda del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.