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Nel provvedimento approvato la scorsa settimana, in attesa della messa a punto definitiva prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, oltre a far scendere l’agevolazione dal 110% al 90%, con i risparmi peraltro ricavati da questo stesso taglio, si punta a un contributo per i proprietari con reddito medio-basso per i lavori di ristrutturazione agevolati con il superbonus. Il sostegno verrà assegnato con lo stesso criterio del quoziente familiare, dunque non in base all’Isee ma alla soglia di reddito, fissata a 15mila euro. Il limite si incrementa, però, con il crescere dei componenti della famiglia. Per esempio, in una famiglia tipo composta da due genitori e due figli, sarà possibile accedere al contributo se tutti i redditi Irpef non superano i 45mila euro. La misura, per la quale dal Mef devono ancora arrivare chiarimenti sulle modalità di erogazione, da una parte contribuisce a ridurre l’esborso complessivo per lo Stato, concentrando anche il beneficio sulle fasce di reddito più basse. Rimangono tuttavia gli ostacoli dell’intensità dello sconto, che passando al 90% non coprirà più il totale delle spese, ma anche del blocco della cessione dei crediti d’imposta, che limita la possibilità di fruire dello sconto in fattura.