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Nel decreto Milleproroghe 2026 (Dl 31 dicembre 2025, n. 200) non entra la norma che avrebbe riaperto, in modo mirato, la rottamazione-quater per i contribuenti decaduti dopo la rata del 30 novembre 2025. Fino a ieri l’emendamento era dato per probabile, ma il 20 febbraio 2026 il testo approdato in Aula non contiene il correttivo: salta quindi la possibilità di rientrare entro il 28 febbraio 2026 regolarizzando la rata (anche tramite aggancio alla scadenza successiva). La conseguenza è il ripristino pieno degli effetti della decadenza: la definizione agevolata diventa inefficace, i pagamenti restano acconti e tornano dovute sanzioni e interessi, con ripresa della riscossione ordinaria. Si apre così una “sacca” di esodati, esclusi sia dalla quater sia non necessariamente assorbiti dalla nuova rottamazione-quinquies 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), che prevede requisiti e paletti diversi. La Lega annuncia di voler riproporre la misura, ma oggi il vuoto normativo resta.