Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
L’autovalutazione del rischio antiriciclaggio è un obbligo fondamentale per i professionisti, previsto dall’art. 15 del D.Lgs. 231/2007. Non si tratta di un adempimento formale, ma di un obbligo di risultato che costituisce la base di tutto il sistema di controllo e verifica della clientela.
La valutazione si basa su tre elementi: rischio inerente (legato a fattori esterni come clientela e attività), vulnerabilità (capacità interna di controllo dello studio) e rischio residuo (rischio effettivo finale).
Un principio centrale è l’indelegabilità: il professionista può usare strumenti di supporto, ma deve esprimere personalmente il giudizio finale.
L’aggiornamento 2025 delle regole tecniche del CNDCEC rafforza questo sistema, imponendo una revisione del processo e maggiore coerenza con le indicazioni della Banca d’Italia.
L’autovalutazione deve essere aggiornata nel tempo, documentata e tracciabile, perché rappresenta il principale elemento di verifica in caso di controlli ispettivi.