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Dal 2012 al 2022 in Italia sono scomparsi più di 99mila negozi di commercio al dettaglio, mentre il settore ambulante ha perso altre 16mila imprese. Le attività più legate al commercio tradizionale continuano così ad abbandonare i quartieri, persino quelli storici, colpendo dalla rivendita di libri e giocattoli, mobili e ferramenta con una flessione intorno al 30%, fino ai distributori di benzina in calo del 38,5%. Diminuiti invece di più di un quinto i negozi di abbigliamento e calzature, del 7,6% gli alimentari e del 3% persino i tabaccai. In crescita, secondo i dati riportati dall’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane” dell’Ufficio studi di Confcommercio, le farmacie con una salita del 12,6%, i negozi di computer e tlc del 10,8%, la ristorazione del 4% e del 43,3% le attività legate all’ospitalità.