8 marzo 2023
8 marzo 2023

Ore 12:50 – La disparità di genere nei salari

Proprio nella Giornata della Donna si torna a parlare di disparità tra i generi che, oggi, sempre di più si configura nell’ambito salariale. Continua a essere inferiore la percentuale di donne impiegate, infatti, riducendo evidentemente la loro capacità di indipendenza economica: si stima che sia circa il 30% delle donne italiane a non avere un proprio conto corrente. Anche per quelle occupate, tuttavia, la retribuzione oraria rimane inferiore a quella dei colleghi uomini, sia per le lavoratrici indipendenti, sia per le professioniste autonome. Il gender pay gap, che inizia ad allargarsi già in ambito familiare e ancor prima dell’ingresso nel mondo del lavoro, è evidente anche dagli ultimi dati raccolti: secondo un’indagine Eurostat del 2020 la retribuzione oraria delle donne è inferiore del 13% rispetto a quella degli uomini: una media data dal 4,1% della forbice nel settore pubblico, che raggiunge però il 16,5% nel privato. Un divario che non fa che aumentare con l’anzianità, accrescendo le penalizzazioni dopo la maternità che porta le lavoratrici a guadagnare, in media, tra il 10 e il 35% in meno di quanto avrebbero percepito senza una gravidanza, come riporta un rapporto annuale del 2017 di Inps. Il contrario, per esempio, di quanto accade agli uomini che a cinque anni dalla nascita di un figlio o di una figlia percepiscono tra il 5 e il 10% in più in busta. Il divario tra retribuzioni femminili e maschili si allarga ancor di più osservando il mondo del lavoro autonomo, dove la percentuale raggiunge il 45% secondo i dati Adepp.

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