18 marzo 2026
Sentenza
18 marzo 2026

Ore 12:52 - Gestione separata INPS, per la Cassazione conta l’abitualità dell’attività: la soglia dei 5.000 euro non basta

Con l’ordinanza n. 6000/2026, pubblicata il 17 marzo 2026, la Corte di cassazione chiarisce che l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS non dipende automaticamente dal superamento della soglia dei 5.000 euro, ma richiede una verifica concreta dell’abitualità dell’attività professionale svolta. Il caso riguardava un avvocato iscritto d’ufficio alla Gestione separata per redditi non coperti dalla cassa forense. La Suprema Corte ha affermato che il reddito inferiore o superiore a 5.000 euro rappresenta solo un indizio e non un criterio decisivo. Il giudice deve quindi accertare, caso per caso, se l’attività sia stata esercitata in modo abituale, anche se non esclusivo. Sul fronte della prescrizione, la Cassazione ha confermato che il differimento dei termini di pagamento disposto dal DPCM 12 maggio 2011 incide sul decorso del termine quinquennale. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello di Perugia.

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