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Tra le ipotesi allo studio per la Legge di Bilancio 2027 figura l’introduzione di un libretto di risparmio destinato a ciascun nuovo nato, alimentato con risorse pubbliche e finalizzato alla costruzione di una dote previdenziale di lungo periodo. Una delle proposte prevede un contributo statale di 50 euro al mese per i primi tre anni di vita, per complessivi 1.800 euro, eventualmente integrabili con versamenti volontari della famiglia. Più ampia la proposta del presidente INPS, Gabriele Fava, che ipotizza almeno 1.000 euro l’anno per ogni nuovo nato, con un costo iniziale stimato in circa 355 milioni di euro annui per ciascuna nuova generazione. Le somme dovrebbero crescere nel tempo attraverso la capitalizzazione e potrebbero essere utilizzate, secondo modalità ancora da definire, anche per studio, formazione o ingresso nel mondo del lavoro. Lo strumento si distinguerebbe dall’attuale Bonus nuovi nati, che resta un contributo una tantum.