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L’art. 12 del D.Lgs. 192/2025 (“Correttivo IRPEF-IRES”) interviene sull’interpello probatorio soprattutto con modifiche di coordinamento: aggiorna numerosi rinvii presenti in Tuir, IVA e altre discipline, riallineandoli alla nuova architettura dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000) riformato dal D.Lgs. 219/2023. In particolare, l’interpello probatorio è ora collocato nell’art. 11, lett. e), e serve a verificare preventivamente condizioni, requisiti ed elementi fattuali da cui dipende l’applicazione di regimi o agevolazioni, più che a chiarire il significato delle norme. La riforma ne restringe l’accesso ai soggetti in cooperative compliance o a interpelli legati a nuovi investimenti. Il Correttivo introduce però una deroga rilevante: la limitazione soggettiva non vale per gli interpelli sulla perimetrazione del Gruppo IVA, data la complessità delle verifiche. Resta una criticità: per le società di comodo l’interpello non è più previsto.