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Nelle scorse settimane il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha proposto un trimestre antinflazione alla filiera di produttori e distributori di beni alimentari e di prima necessità, che sta però riscontrando diversi nodi critici. Dopo due incontri, infatti, l’accordo sarebbe ancora in alto mare, con una trattativa che rischia di dilungarsi, nonostante il Mimit puntasse a chiuderla prima della pausa estiva. A frenare sarebbero i produttori, scettici sulla possibilità di contenimento dei prezzi sui beni di largo consumo. Con la volatilità del costo di energia e materie prime, infatti, rischierebbe di diventare troppo gravoso l’impegno di chi è disposto a firmare l’accordo, finendo per favorire chi invece non firmerebbe. Anche le associazioni della grande distribuzione non sarebbero poi convinte. Nel suo accordo, il governo vuole definire quali prodotti del carrello della spesa, di prima necessità e di prima infanzia avranno il prezzo il bloccato. Ma i distributori preferirebbero invece libertà di scelta, e senza la firma dell’industria, anche la Gdo farebbe un passo indietro. Il protocollo prevede tre mesi di prezzi calmierati, da ottobre a dicembre.