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Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 22 giugno 2026 ridefinisce il sistema degli incentivi alle imprese senza introdurre nuove agevolazioni. L’obiettivo è semplificare il quadro normativo e concentrare le risorse in cinque strumenti principali. Il ruolo centrale viene attribuito al Fondo per la crescita sostenibile, che sarà organizzato in quattro sezioni dedicate a ricerca e innovazione, start-up, investimenti per la transizione digitale ed ecologica e accesso al credito. Restano autonomi il Fondo di garanzia per le PMI, il Fondo nazionale per l’innovazione, la Nuova Sabatini e gli incentivi per il settore aerospaziale. La riforma punta a ridurre la frammentazione degli interventi e a favorire il coordinamento con le misure regionali. L’effettiva operatività dipenderà però dai provvedimenti attuativi e dalle future leggi di bilancio, che definiranno risorse, modalità applicative e bandi. Nell’immediato, le agevolazioni già esistenti continuano a seguire le regole attuali.