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Rimane aperto il dibattito in Italia sul salario minimo, specialmente dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’Ue di una direttiva in materia. Le conseguenze per l’Italia non saranno dirette e necessarie, poiché il documento si rivolge ai Paesi che già hanno in vigore un salario minimo, cioè tutti a esclusione di Svezia, Finlandia, Danimarca e Italia. Rimane comunque un punto di partenza, tuttavia, specialmente alla luce dell’ormai consolidata inefficacia del Reddito di cittadinanza nel favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, pur rimanendo, attualmente, l’unico strumento italiano a contrasto della povertà.