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L’esenzione IMU per gli enti non commerciali richiede un effettivo collegamento tra l’immobile e lo svolgimento di attività istituzionali esercitate con modalità non commerciali. L’articolo approfondisce alcune situazioni particolarmente complesse. L’agevolazione può estendersi anche alle aree edificabili, purché esistano elementi concreti che dimostrino l’avvio del progetto destinato alle finalità istituzionali. Per gli immobili concessi in comodato gratuito ad altri enti non commerciali, il beneficio è riconosciuto se esiste un collegamento funzionale o strutturale tra i soggetti coinvolti. Anche gli immobili temporaneamente inutilizzati possono mantenere l’esenzione quando la sospensione dell’attività è legata a lavori o interventi che non interrompono la destinazione istituzionale. Nei casi di utilizzo promiscuo, invece, l’IMU deve essere calcolata proporzionalmente alle superfici utilizzate per attività imponibili. Fondamentale resta la corretta presentazione della dichiarazione IMU ENC, la cui omissione può comportare la perdita del beneficio fiscale.