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La riduzione a 2.500 euro della soglia per le verifiche preventive sui pagamenti ai dipendenti amplia l'ambito dei controlli previsti dall'articolo 48-bis del DPR 602/1973. La novità, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, richiede tuttavia un'attenta distinzione delle somme presenti nel cedolino. Non tutti gli importi corrisposti al lavoratore hanno infatti natura retributiva. I rimborsi analitici delle spese di trasferta, quando adeguatamente documentati, possono essere esclusi dal calcolo perché rappresentano restituzioni di costi sostenuti nell'interesse del datore di lavoro. Analoga valutazione riguarda i rimborsi fiscali derivanti dal modello 730, che non costituiscono compensi per l'attività lavorativa. La soglia ridotta riguarda inoltre i rapporti di lavoro subordinato, mentre per altre fattispecie continua a rilevare quella ordinaria di 5.000 euro. Particolare attenzione deve essere riservata anche ai limiti di pignorabilità degli stipendi, che variano in relazione agli importi interessati.