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Tra le misure di maggiore interesse a cui sta lavorando il Governo, in queste settimane si parla anzitutto delle misure sulla riscossione. Per le cartelle l’intervento agirà in tre modalità, al variare dell’importo dei debiti iscritti a ruolo. Per le cartelle che interessano gli importi più limitati, si prevede infatti una cancellazione totale, che interesserà i debiti fino al 2015. Per le somme superiori a mille euro e fino a 3mila, si pensa invece a riproporre il saldo e stralcio, con però alcune modifiche: si pagherebbe così a forfait la metà dell’importo, comprensivo di imposte, sanzioni e interessi, da poter dilazionare fino a cinque anni. Per gli importi più sostanziosi, oltre i 3mila euro, il meccanismo è assimilabile a quello delle ultime rottamazioni: l’imposta andrebbe versata nella sua totalità, ma scontata da sanzioni e interessi, da pagare sotto forma di forfait del 5% e sempre da poter dilazionare in cinque anni. Questa nuova tregua fiscale interesserà poi anche la riduzione al 5% delle sanzioni sugli avvisi bonari dal 2019 al 2021, con possibilità di rateizzazione in cinque anni, anche in questa circostanza. Secondo quanto dichiarato dal viceministro Leo poi, sarà possibile regolarizzare i pagamenti periodici non effettuati nel 2022 di Iva, Irpef, Ires, Irap e ritenute, senza interessi e sanzioni e con possibilità di modalità dilazionata, ancora da definire se in quattro o cinque anni.