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L’attuazione del Pnrr in Italia rimane per Bruxelles uno dei dossier al centro dell’attenzione. Nonostante quest’anno il quadro economico italiano risulti però positivo, con un Pil in crescita dell’1,2% e dell’1,1% nel 2024, secondo le previsioni macroeconomiche della Commissione. Il debito è invece previsto in flessione al 140,4%, rispetto al 144,4% del 2022, ma il Piano rimane fondamentale per queste stime. Come sottolineato infatti da Gentiloni, il commissario Ue all’Economia, è stato indicato un contributo assumendo che i tempi degli obiettivi, quindi delle erogazioni, vengano rispettati al 2,5% nei 3 anni, una percentuale molto consistente. Nel passaggio sul Pnrr l’attenzione della Commissione sarà così concentrata sulle debolezze del Paese, in linea anche con le raccomandazioni degli scorsi anni: un costo del lavoro ancora troppo elevato, quello delle pensioni alla luce dell’andamento demografico e il fisco. Le raccomandazioni conterranno poi orientamenti qualitativi sulle misure in materia di investimenti ed energia, tutti ambiti che interessano da vicino il Pnrr e avranno ricadute sull’andamento del Paese nei prossimi anni.