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La riscossione delle tasse continua a trovare non poche difficoltà: dagli ultimi dati, aggiornati a fine 2022, si evince che i crediti da recuperare sono superiori a 1.153 miliardi di euro accumulati dal 2000. Ai sensi della delega fiscale, con quale modifica legislativa si potrebbe semplificare l’attività di riscossione nonché migliorare l’efficienza dei sistemi della riscossione, nazionale e locali. Tra i vari debitori dell’Erario, nullatenenti, soggetti falliti, deceduti, ditte cessate, contribuenti già sottoposti ad azione cautelare ed esecutivi. Dunque, 23 milioni di contribuenti per un totale di 290 milioni di singoli crediti e 172 milioni di cartelle. Per metà dei debitori si parla di cartelle fino a 1.000€, il “carico contabile” affidato all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, invece, è formato da debiti superiori a 500 mila euro. Tra il 2000 e il 2022, si contano riscossioni a mezzo ruoli pari a 170 miliardi con un indice di riscossione del 13,5%. Per accelerare la riscossione – come evidenzia la legge delega – è necessario orientare le attività in base all’entità del credito da riscuotere e alle caratteristiche del debitore. Le soluzioni della riforma sono due: da una parte, fare pulizia degli importi che non potranno più essere riscossi, dall’altra, velocizzare i tempi del recupero ed evitare l’accumulo di ulteriori carichi.