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Con l’ordinanza n. 22908 dell’8 luglio 2026, la Cassazione chiarisce che l’assistenza del commercialista durante una verifica fiscale non è automaticamente compresa nel compenso annuo previsto da un contratto di consulenza globale. Se l’attività ha carattere specifico e straordinario, può essere riconosciuto un compenso ulteriore rispetto al forfait. Nel caso esaminato, una società contestava la parcella di oltre 80.000 euro, sostenendo che l’intervento rientrasse nell’accordo annuale. La Corte ritiene legittimo distinguere l’assistenza tributaria su problemi specifici dalla consulenza ordinaria e continuativa. Tuttavia, il giudice non può liquidare automaticamente l’intero importo richiesto dal professionista: deve verificare natura, durata, valore e utilità della prestazione, soprattutto se contestati dal cliente. La decisione d’appello è stata quindi cassata anche per il rischio di duplicazione rispetto a un compenso già riconosciuto per l’attività svolta come delegato.