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Saranno quasi 11 i miliardi di euro necessari per confermare e rendere strutturale, dal 2024 in poi, il nuovo taglio del cuneo fiscale previsto dal Governo con l’ultimo decreto lavoro. Come emerge nel Documento di economia e finanza appena varato tuttavia, gli spazi fiscali si fermano a 5,7 miliardi circa, tra 4,5 di maggior deficit e 1,2 di tagli alla spesa dei ministeri. L’altra metà delle risorse necessarie, nei progetti dell’esecutivo, è da reperire entro settembre, quando dovrà essere aggiornato il Def con la Nadef, documento alla base della prossima manovra di bilancio. A coprire le spese, un’auspicata crescita maggiore del previsto e che si mantenga al di sopra dell’1% del Pil, dopo un primo trimestre in linea con gli obiettivi. Tra le ipotesi per rendere strutturale la misura, anche quella di rendere il taglio, anziché una diminuzione dei contributi previdenziali in busta paga, un aumento equivalente delle detrazioni Irpef da lavoro dipendente, veicolando allo stesso tempo la manovra in chiave famigliare e potenziando cioè le detrazioni per i lavoratori con figli.