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Il 31 marzo 2026 è una data chiave per imprese, enti non commerciali e associazioni, perché concentra adempimenti che possono incidere su agevolazioni fiscali e accesso a benefici pubblici. Tra i principali obblighi c’è la comunicazione al GSE per completare l’iter del credito d’imposta per investimenti in beni 4.0 effettuati nel 2025: senza questo passaggio il beneficio rischia di andare perso. Entro la stessa data alcuni enti non commerciali devono presentare la dichiarazione per il recupero dell’ICI relativa agli anni 2006-2011. Scade anche l’obbligo, per micro e piccole imprese di turismo, ristorazione e settori collegati, di stipulare la polizza contro i rischi catastrofali, pena l’esclusione da contributi e agevolazioni. Per gli enti associativi, eventuali modifiche rilevanti intervenute nel 2025 richiedono il nuovo invio del modello EAS. Restano inoltre da rispettare varie scadenze periodiche su IVA, locazioni, Tobin Tax ed erogazioni culturali.