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Il tasso di occupazione femminile rimane di 18 punti inferiore a quello degli uomini in Italia, fermo al 51,1%, e di 13 punti rispetto alla media Ue. Un gap che, secondo quanto emerge dall’ultimo report della Banca d’Italia, rappresenta un freno alle prospettive di crescita dell’economia italiana. Contro il 7,7% degli uomini, infatti, ben il 31,7% delle donne occupate ha un contratto part-time, spesso peraltro involontario, a cui si somma un gap retributivo di circa l’11%, più elevato nelle fasce di reddito più alte. Nonostante degli innegabili miglioramenti negli ultimi anni, insomma, la posizione delle donne nel mondo del lavoro rimane critica, con progressi lenti e discontinui. L’empowerment femminile rimane però una priorità dell’esecutivo, come sottolineato anche dalla ministra Roccella, che ha ribadito l’importanza di costruire ambienti di lavoro favorevoli alle donne e alla natalità, grande scoglio per l’occupazione femminile, coinvolgendo imprese e datori di lavoro.