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Da un’indagine statistica condotta dal Censis su un campione di famiglie associate ad Assindatcolf, l’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, è emersa la difficoltà di molte famiglie a sostenere i costi per l’aiuto di una badante, dopo gli aumenti retributivi e contributivi scattati da gennaio. Su un campione di 1222 famiglie, il 59% degli intervistati ha difficoltà a sostenere la spesa, con la metà che dichiara di versare più di 1100 euro al mese. A gennaio, infatti, l’adeguamento del 9,2% dei minimi retributivi dei lavoratori domestici rispetto al 2022, deciso in virtù della crescita dell’inflazione, e dell’11,5% dell’indennità di vitto e alloggio per gli assistenti conviventi, ha portato a un sostanzioso aumento delle spese per le famiglie. A questi incrementi si aggiunge poi l’8,1% dei contributi previsti a carico delle famiglie per tutti i collaboratori. Per la soluzione di queste criticità, come sottolinea il presidente di Assindatcolf Andrea Zini, è necessario intervenire con provvedimenti come quelli previsti dal piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, il Family Act e il disegno di legge delega sulle politiche in favore delle persone anziane, all’esame del Parlamento.