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Sono poco più di 159 mila i nuclei familiari attivabili al lavoro che hanno ricevuto il messaggio di sospensione del reddito di cittadinanza da parte dell’Inps, con componenti in età compresa tra i 18 e i 59 anni che dovranno rivolgersi ai centri per l’impiego. Per altri 88mila nuclei in condizione di fragilità, i servizi sociali hanno avviato la fase della valutazione multidimensionale successiva alla presa in carico avvenuta dai primi giorni di luglio. Questa seconda platea, dopo una fase transitoria nella quale continuerà a percepire il reddito di cittadinanza, dal 1° gennaio prossimo avrà l’Assegno di inclusione, il nuovo strumento che sostituisce il Reddito. A fine mese si stima poi che saranno circa altre 112mila persone, per 80mila nuclei, a essere presi in carico dai centri per l’impiego regionali. Tutte queste persone dal 1° settembre avranno accesso alla piattaforma Siisl, alla quale dovranno iscriversi per indicare i progetti di formazione che faciliteranno l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.