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A fine 2022, rispetto al periodo precedente alla pandemia, le retribuzioni reali e dunque al netto dell’inflazione, sono calate del 7,5%. Nell’area Ocse la media è stata invece del 2,2%, rendendo l’Italia il grande Paese avanzato con il calo più drastico. Le previsioni per il 2023 e il 2024 non fotografano poi uno scenario in grande miglioramento: i salari, si stima infatti, saliranno del 3,7% quest’anno e del 3,9% il prossimo, mentre l’inflazione dovrebbe aumentare rispettivamente del 6,4% e del 3%.
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