Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Sostenere e accompagnare le scuole nella realizzazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, costruendo una forte collaborazione con le imprese e con gli altri attori del mercato del lavoro: con questo obiettivo operano i tutor Anpal per l'alternanza. I primi 220 operatori esperti, selezionati e formati dall'Anpal in collaborazione con il Miur e con Unioncamere, sono già attivi in più di 800 scuole. Entro fine marzosaranno operativi in 1250 istituti sull'intero territorio nazionale.
La figura del tutor nasce da una collaborazione tra l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro e il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca finalizzata a favorire l'integrazione tra il sistema dell'istruzione e della formazione secondaria e il mondo del lavoro.
Ogni tutor seguirà 6 scuole e sarà attivo fino a luglio 2020. D'intesa con il Miur, che ha individuato gli istituti tramite i propri Uffici scolastici regionali, si comincia nelle scuole che hanno finora avuto maggiori difficoltà nell'avviare i percorsi di alternanza scuola-lavoro, per raggiungere nel tempo 5mila scuole con 1000 tutor.
Il tutor si occuperà di:
"La figura del tutor risponde all'esigenza di non lasciare le scuole da sole nell'attuazione dell'alternanza – spiega il presidente dell'Anpal, Maurizio Del Conte – E' infatti necessaria la presenza negli istituti di un operatore esperto, in grado di sbrigare le pratiche per avviare i contratti di apprendistato e, soprattutto, di incontrare le aziende".
I tutor di Anpal garantiranno "un'assistenza mirata a presidi, professori e tutor scolastici per accompagnare nel migliore dei modi l'inserimento di ogni studente in una specifica realtà lavorativa – aggiunge Del Conte – Alle spalle hanno l'Agenzia nazionale per le politiche attive, che li supporta con un progetto e con un modello per rendere più efficace la loro azione".
I tutor "si muoveranno nei settori dove la domanda è vivace, coordinandosi con le scuole del territorio e con i loro uffici di placement per orientare al meglio le scelte dei ragazzi". L'obiettivo è chiaro: "Integrare studio e lavoro, come fattore chiave per favorire l'occupazione giovanile riducendo lo skill mismatch ancora presente in Italia".