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La diffusione di applicativi collegati alla procedura “Documento commerciale online” solleva dubbi sulla corretta certificazione dei corrispettivi. I cosiddetti “velocizzatori” possono agevolare l’inserimento dei dati, ma non sono automaticamente equiparabili ai registratori telematici o alle future soluzioni software certificate. Memorizzazione, trasmissione ed emissione del documento commerciale devono costituire un adempimento unitario e contestuale: non sono ammessi invii differiti, archivi paralleli o documenti provvisori presentati come fiscalmente validi. Neppure il collegamento logico tra POS e registratore trasforma il dispositivo di pagamento in uno strumento fiscale certificato. Comufficio ha quindi chiesto all’Agenzia delle Entrate chiarimenti sui prodotti non approvati e sulle responsabilità degli esercenti. Le nuove soluzioni interamente software, previste dal D.Lgs. n. 1/2024, dovranno garantire sicurezza, integrità dei dati e integrazione con i pagamenti elettronici. La loro operatività è attesa nel 2027. Nel frattempo, gli esercenti devono verificare che ogni operazione sia effettivamente memorizzata e trasmessa attraverso procedure conformi alla normativa.