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Da sabato 20 maggio, quando è entrato in vigore il provvedimento sull’equo compenso, sono 1,6 milioni i professionisti chiamati ad applicare la legge, pensata per garantire ai professionisti un compenso equo e proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto. A delimitare la potenziale platea è il numero degli iscritti che risulta dagli ultimi bilanci approvati dalle Casse di previdenza dei professionisti a dicembre scorso. Arrivano infatti a 1590 milioni, con punte di 240mila avvocati e 209mila tra medici e dentisti liberi professionisti, senza contare gli agenti di commercio dell’Enasarco. La cifra poi contiene anche tutte le altre professioni sanitarie, nonché 92mila architetti e 82mila ingegneri. A questi va poi sommato il mezzo milione di professioni non regolamentate, a cui la legge si applicherà quando saranno definiti i parametri con i compensi di riferimento. Dall’altra parte si stima poi una platea di 78mila soggetti, 27 mila Pa e 51mila aziende medio grandi con più di 50 lavoratori o 10 milioni di fatturato, che dovranno da ora applicare compensi equi nei rapporti con i professionisti.